Il tepore d’una luce, il suono flebile d’un ricordo…amare.
Lo sento come un eco quando m’accorgo nel tiepido vento di maggio della vita che s’affaccia timida tra le fronde alte, sgusciando da angoli e strade inaspettate, che si rifugia in un gesto timidamente portato verso l’altro, disseminata lungo le strade grigie e asfaltate dove ombre ed esistenze si incrociano per un breve attimo prima dell’inevitabile addio.
I giorni privi di contorni e angosce passate, si uniscono l’uno all’altro, come se a nulla valesse lo scandire del tempo, dei mutamenti che inevitabilmente cambiano i nostri occhi, delle fatiche quotidiane che spesso portano a sconfitte ignobili per l’ego viziato, della luce del sole e del pallido splendore della notte, nulla più conta di fronte all’amore che incurante rimane dichiarandosi quando la nostra anima è più fragile e libera,ovvero nei sogni, è lì che mostra il suo splendore nel suo essere invincibile e indifferente ai logorii e alle fatiche del mondo.
Come non si può adorare una simile fierezza di sentimenti, come non si può cedere al cuore capriccioso che chiede di lasciarci andare, di non fare domande e unirsi alla sua illogicità, capire allora che la fuga è solo un modo per negarci la vera libertà, di rifiutarsi d’assaporare la pelle, i gesti e l’anima dell’altro, di gettarsi in un'altra gabbia con un balzo maldestro, sentendo l’ebbrezza della morte nell’istante in cui un piede ha lasciato la vecchia prigione e l’altro non ha ancora toccato quella nuova.

Il prodigio di un nuovo giorno, la nascita di un presente e nei sogni già passati il fantasma di una vita. Ricordo quello che ero, sono consapevole che non esiste ritorno, quando si è alzata l’alba ho visto il mio ultimo giorno. Sono fuggita come sempre, senza un addio, una carezza, verso un treno lontano, verso una città aliena, con la sola certezza dell’amore. Partirò, fuggirò anche da questo? Nel mio animo sento mille demoni urlare e il mio sentimento dilaniarsi, sono destinata a non avere meta, senza scopo né futuro?
Sulla fune dondolo la vita, appena mi avvicino a quella finestra sono per buttarmi giù, ma poi arriva lui e le lacrime cadono per me verso un mondo sconosciuto che mi chiama.
Chiudo gli occhi, ma lui non c’è m’accompagna solo nel cuore, nei miei pensieri, vorrei che l’amore non facesse così male, che non ferisse l’animo, ma l’amore umano non può esimersi dal dolore, nessuno può nella vita.
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Pianificare il caos, meditare i minuti che mi separano dalla data prefissata, sostare in luoghi che non m’appartengono più e fingere che il mio cuore sia ancora qui. Non riesco a semplificare il pensiero quando il tempo s’ammassa su se stesso e la troppa ambizione impedisce di vedere il vero orizzonte, resto confusa, solo il sentimento di fuga non si corrompe mai, un intangibile imperativo che guida mente e corpo. Quand’è che questa famiglia ha cessato di vivere e la vita normale s’è trasformata in una morsa che avvelena i polmoni lentamente, fino a farti dimenticare chi sei e cosa sognavi?
il sole, l'unica luce mi salverà sempre da questi momenti di tenebra, mi tirerà via dal letto e dalle coperte, dal disordine di una camera morta, accenderà i colori e parlerà di mondi lontani, complessi ma pieni, colmi d’ogni cosa, ora avverto l’aria di tramontana che passa sotto la finestra di legno vecchio, sento l’odore di libertà, di una sigaretta fumata prima dell’alba, dell’amore di uno sconosciuto, di una strada senza fine, delle passeggiate sotto la pioggia a piangere con il cielo e contro di esso, sento e voglio, sento e desidero, è un eterno fuggire e ritornare.
Così, in questo istante di fuga immobile, guardo oltre quel cielo blu dove volteggiano forme e ali e mi chiedo se sarò abbastanza forte, se sarò capace di farmi carico dei ricordi e del passato mettendo tutto in una valigia per andarmene senza fare più ritorno…

Ricordo…un frammento di film, una frase, “solo l’amore può salvare l’uomo”…

Non conta poi la qualità del film a ben vedere, per me è stato comunque piacevole apprendere il tormento di quest’uomo che rifiuta la vita, la sua professione come reporter di guerra, dopo la visione agghiacciante di una donna priva di braccia che tenta invano, avvicinando il seno alla bocca del figlio, d’allattarlo, e intorno il mondo squartato dall’odio che tuona dalle viscere di terra, pieno di urla, lì in quell’inferno l’istinto di sopravvivenza di quella madre vale più degli oceani di sangue sgorgati dal conflitto.
Qualcosa in lui smette di vivere ….ha senso l’esistenza se adornata di disgrazie, di odio verso uno sconosciuto? Si costringe, seppur monco per l’anima frantumata, a porre rimedio a questo scempio…decide allora di privarsi del mondo, della vita, per poter sopportare, per avere tempo, per racimolare le poche forze che, ogni giorno ad ogni veglia, ad ogni raggio di sole entrato tra le tapparelle impolverate, giungono a lui. Decide di fissare i battiti di questo mondo, scegliendo solo gli atti atroci classificati in un enorme schedario, come se fosse possibile quantificare il male, renderlo oggettivo per annientarlo. Continuò così, per anni, fino a che, anche lui, si dimenticò di se stesso.
Ma il mondo ha l’anima prepotente, e si presenta davanti al suo uscio sotto forma di donna, una giovane postina impegnata a consegnare la posta nella sua area.
E’ una donna buona consegna la posta fino alla porta e trova il tempo per far sentire le persone meno sole, quelle che non ricevono lettere ma solo riviste su abbonamento, giornali che spesso vengono acquistati con distrazione, ma non da loro, no per questi sono una finestra su un mondo che non riescono più a capire, che gli permette di respirare ancora nell’attesa della fine.
Lui inevitabilmente si affeziona a lei.
Lei ha il potere di distrarlo per un attimo dalla sua missione per dirgli che fuori c’è ancora chi combatte, chi vive e ama.
Va avanti così per alcuni mesi fino a che lei non suona più alla sua porta. Lo costringono a scendere giù da quei gradini e a fargli respirare quell’aria densa e putrida che riempie ogni luogo tranne casa sua, unico rifugio.
Lei è una fallita, ma vive ancora e ogni sabato si esibisce in una bettola come comica, una pessima comica, lui lo sa, sa dove trovarla, allora decide dopo tanto tentennare, che forse è meglio sfidare il mondo per un giorno piuttosto che affrontare la tortura quotidiana di una solitudine opprimente e l’indifferenza di un anonimo postino.
Prende e senza ricordarsi più le città le luci e il frastuono esce, come un animale che si libera dalla propria gabbia e scopre cosa c’è aldilà di quelle sbarre. Corre, tra la pioggia, il freddo, le paure, deve raggiungerla, anche a costo di rischiare la vita o quel che ne rimane.
La vede, è lì su quel palco, intenta in un atto di lesionismo puro, priva di vera dignità insultata da altri falliti senza volto. Ma nessuno neanche lui ha la capacità di rendersi invisibile così diventa facile preda delle ombre feroci che si aggirano per le strade, lo costringono a scappare, ma finalmente qualcosa lo ferma, lei non può lasciarlo andare.
Lui le racconta il suo tormento, le guerre che ha seguito tra morti e macerie, le racconta la sua missione, e infine la prende per mano e con tutta la disperazione raccolta in quegli anni, pronuncia queste parole, “solo l’amore può salvare l’uomo”…
Così la donna organizza un pic-nic in montagna, ma tutta quella vita, quell’aria pura stordisce la mente fragile di lui, “ dobbiamo andarcene, ogni secondo che rimaniamo qui danneggiamo qualcosa, siamo parassiti, non possiamo restare !”
Scappa, e tutto converge su di lui, volteggia fino a cadere.
Lei è disperata, cerca di salvare quello sconosciuto così spaventato da ciò che è, ma la follia lo travolge, il dolore oramai ha divorato il suo io, di quell’uomo rimane solo la carcassa.
È troppo tardi, e lei lo sa, la fallita.
Il sipario si chiude, concede un attimo silenzio, poi l’ultima serie di fotogrammi, lei nell’auto viaggia per una meta ignota, poi leggiamo il cartello e tutto diventa chiaro, supera il cancello e il nostro sconcerto riempie ogni posto in sala, l’ospedale psichiatrico si erige al centro di un manto d’erba vergine. Lui è là, in una camera bianca asettica, fuori da ogni cosa, isolato, impotente, ma in pace, lei tenta di riportarlo indietro, ma è troppo tardi, per quest’uomo non esiste ritorno solo l’attesa della fine.
Ricordi quando ancora piangevi, quando ancora ti sentivi umano?
Ritmi tribali. Eccolo il tuo cuore, una bestia.
Istinto e azione, mediti solo la caccia, essere della
selva, senti l’odore di foglie umide sotto le zampe, la terra ricca e generosa, la foresta chiama, la senti nel
sangue. Lì tra luce o ombre, trame di rami, giochi e quadri di forme vive, dove ragni si nascondono su fili
invisibili, ed occhi che osservano ogni tuo respiro, lì solo ti senti a casa.
Quand’è che hai abbandonato i vestiti, i costumi di questo mondo inutile?
Quand’è che la foresta t’ha chiamato?
Sogghigni senti la paura del mondo, appoggi la testa sulla sua pancia per udire il respiro, quanto
affanno, quanta vita in quella terra.
Dov’è la tua anima? Dov’è la tua anima?
Perché sogghigni Gorgo? Perché guardi così?
Tu comprendi ma non vuoi rispondere, è questo che ti piace degli umani sono così curiosi, fino a rischiare la
propria anima per conoscerti.


"La notte, nobile compagna, rende tutto uguale, agli occhi del mondo non esistono più ombre.
Si respira aria nuova, lo si fa pacatamente, non ci sono occhi a guardare.
E’ lì che nasce tutto, sotto il manto dell’invisibile, nessuno vede nessuno sa, è tana del vizio proibito, della libertà assoluta"
SCHIUSA
L' anima cosciente scompare,
il Gorgo
si scinde in due identità contrapposte,
vuole ingannare la realtà mutevole e fragile.
Si rannicchia dentro un cespuglio avvolto dalla nebbia, rifugge da sguardi indiscreti e
sguscia nella notte con rinnovata pelle,
assapora la sua vera natura,
per un istante si ferma ,
nessuno può comprendere il desiderio che lo porta lì tutte le notti.
Ma è un attimo,gira il capo e
il pensiero di prima svanisce nelle ombre della città...
Keep you in the dark you know they all pretend
Keep you in the dark and so it all began
Send in your skeletons
Sing as their bones go marching in again
They need you buried deep
The secrets that you keep are ever ready
Are you ready
I’m finished making sense
Done bleeding ignorance at home defense
Spinning and spinning deeper
The wheel is spinning me
It’s never ending
Never ending
Same old story
What if I say I’m not like the others
What if I say I’m not just another one of your plays
You’re the pretender
What if I say I will never surrender
In time or so I’m told
I’m just another soul for sale
Oh well
The page is out of print
We are not permanent
Temporary
Temporary
Same old story
What if I say I’m not like the others
What if I say I’m not just another one of your plays
You’re the pretender
What if I say I will never surrender
I’m the voice inside your head
You refuse to hear
I’m the face that you have to face
Mirroring your stare
I’m what’s left
I’m what’s right
I’m the enemy
I’m the hand that took you down
Bring you to your knees
So who are you
Yeah who are you
Yeah who are you
Yeah who are you
Keep you in the dark you know they all pretend
What if I say I’m not like the others
What if I say I’m not just another one of your plays
You’re the pretender
What if I say I will never surrender
So who are you
Yeah who are you
Yeah who are you
Titolo: The Pretender
Titolo Tradotto: Quella Che Finge
Ti tengono nell’oscurità, sai che fingono tutti
ti tengono nell’oscurità e così è iniziato tutto
mandi avanti i tuoi scheletri
canti mentre le loro ossa arrivano marciando, ancora
il bisogno che hai seppellito in profondità
i segreti che mantieni sono pronti come mai prima d’ora
sei pronto?
ho finito di dire cose sensate
ho smesso di usare l’ignoranza come scusa
girando e rigirando nel profondo,
la ruota mi fa girare e non si ferma mai,
non si ferma mai
è la solita vecchia storia
e se ti dicessi che non sono come gli altri?
e se ti dicessi che non sono solo un’altra delle tue recite?
sei tu quella che finge
e se ti dicessi che non mi arrenderò mai?
col passar del tempo, o almeno così mi hanno detto
sarò soltanto un’altra anima in vendita
questa pagina è fuori commercio
non siamo permanenti, temporanei, temporanei,
è la solita vecchia storia
e se ti dicessi che non sono come gli altri?
e se ti dicessi che non sono solo un’altra delle tue recite?
sei tu quella che finge
e se ti dicessi che non mi arrenderò mai?
sono la voce nella tua testa
quella che tu rifiuti di sentire
sono il viso che devi affrontare
quello che rispecchia il tuo sguardo
sono ciò che rimane, sono ciò che è giusto,
sono il nemico, sono la mano che ti ha fatto cadere,
che ti ha messo in ginocchio
dunque, tu chi sei?
sì, chi sei? chi sei? chi sei?
ti tengono nell’oscurità, sai che fingono tutti
e se ti dicessi che non sono come gli altri?
e se ti dicessi che non sono solo un’altra delle tue recite?
sei tu quella che finge
e se ti dicessi che non mi arrenderò mai?
dunque, tu chi sei?
sì, chi sei? chi sei? chi sei?
(from www.sdamy.com)
Credevo di poter raggiungere il cielo ma mi sbagliavo, le mie ali diverranno cenere e per un attimo m’illuderò che il mondo si sia fermato, ma è il respiro a spezzarsi nel petto a ingannarmi…
Il mondo non si cura di una luce che scompare…
Ve lo siete mai chiesti: “ma che cazzo d'amici c’ho?”
Io l’ho fatto l’altro giorno quando mi trovavo affossata nel letto in uno stato semicomatoso e ha squillato il telefono. Era R., mi fa
“Allora è tutto sistemato, abbiamo pensato che potresti trovarti meglio nello studio con cucina annessa che abbiamo in via *.******* , e siccome so che tu non vuoi stare qui a sbafo per un mese potresti darmi 200 euro così c’ ho qualcosa da parte per quando me ne vado.”
Cosaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa?????
“vediamo...devi considerare che non ho tanti soldi, poi non devo pagare solo te, ci sono altre spese e non è sicuro che rimanga un mese..”
“Se vuoi puoi pagarmi ogni fine settimana!”
No, non ci siamo!!!
“Poi quando vengo ne parliamo, ciao.”
"ciao teso', ti voglio tanto beneeeeee!"
ma stai zitta che è mejo!!
questa persona dice d’essermi amica e mi viene chiedere parecchi soldi per un posto letto e l’uso della cucina, cosa che d’altronde, posso trovare benissimo da 150 euro ( da estranei ! ), aggiungendo 30 euro per le bollette e cazzi vari con un risparmi netto di 20 euro!!
Non l’ho richiamata, ma se lo faccio è per mandarla affanculo!